Il latte fa bene fa male? Sicuramente è uno degli alimenti più discussi.

Da piccoli beviamo il latte per nutrirci, e siamo l’unica specie che continua a berlo anche dopo lo svezzamento.

Il latte fa bene… agli adulti? Quanto è importante assumere il latte?

Il latte vaccino ha molte proprietà ed è un alimento completo, per questo non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta, salvo, ovviamente, intolleranze specifiche.

E’ una straordinaria fonte di proteine e micronutrienti, contiene diverse vitamine del gruppo D e fornisce un terzo dell’assunzione giornaliera raccomandata di calcio.

Le proprietà del latte vaccino possono variare in base a diversi fattori: il tipo di allevamento, l’alimentazione del bestiame, la razza dell’animale, il punto e il periodo di lattazione.

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Il latte fa bene ai bambini, in quanto stimola i fattori di crescita

Un eccesso del suo utilizzo potrebbe tuttavia incidere sull’apporto complessivo di colesterolo, per questo la maggior parte dei medici consiglia di consumare solo latte parzialmente scremato.

Una tazza di latte scremato contiene solo 5 mg di colesterolo contro i 24 mg del latte intero.

Il latte scremato si può assumere senza abusarne e senza mangiare durante la giornata altri alimenti contenenti latte o derivati, altrimenti il consumo giornaliero di grassi saturi e di sostanze infiammatorie risulta eccessivo.

Latte e osteoporosi: dove sta la verità?

I dati provenienti dalla comunità scientifica sono contrastanti. Alcuni studi sostengono che il consumo di latte preverrebbe la frattura dell’anca negli adulti di mezza età e negli anziani, altri, che troppo latte potrebbe, nelle donne, addirittura aumentare il rischio di frattura ossea.

In generale si invita alla prudenza nel trarre conclusioni, perché l’osteoporosi è influenzata da diversi fattori.

Il latte non è l’unica fonte di calcio e di certo nella nostra dieta, per fare il pieno di calcio, non devono mai mancare i cavoli, le verdure a foglia verde e la frutta a guscio.

Alcune ricerche hanno evidenziato la connessione tra il consumo di latticini e l’insorgere di tumori al seno.

L’eccesso di calcio (più di 2 mg al giorno) inibirebbe la produzione di vitamina D. Gli studi sull’associazione diretta tra latte e tumori sono, però, confusi. Anche in questo caso quindi è bene evitare semplificazioni perché quando si parla di cancro ci si riferisce ad una malattia molto complessa, causata da numerosi fattori genetici e ambientali quindi sostenere che un singolo alimento possa far ammalare non è scientificamente corretto.

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Quanto latte bere al giorno?

Il latte, come tutti gli alimenti, va consumato con moderazione.

Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana le dosi di consumo raccomandate, se non si hanno patologie, intolleranze o allergie particolari, sono da 1 a 3 porzioni al giorno dove 1 porzione di latte corrisponde a 125 ml di latte e yogurt, preferibilmente a basso contenuto di grassi, 1 porzione di formaggi freschi corrisponde a 100 grammi e 1 porzione di formaggi stagionati corrisponde a 50 grammi da consumare, in quest’ultimo caso, non più di due volte a settimana, a causa del contenuto di grassi saturi, colesterolo e sodio.

Latte fresco o a lunga conservazione?

Non c’è differenza dal punto di vista nutrizionale, preferire l’uno all’altro è puramente una questione di gusti e di praticità.

E chi è intollerante al lattosio? In commercio sono disponibili diverse tipologie di latte ad alta digeribilità senza lattosio. In caso di lieve intolleranza si possono consumare yogurt e formaggi a pasta dura come il grana che contengono meno lattosio.

Alla prossima!

 

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